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Giro d'Italia con Egidio Culos

Incontri degli "Amici della Montagna"
A marzo i primi passi da Santa Teresa di Gallura a Cagliari accompagnato nei primi nove giorni dal fratello Luciano. «Con lui ho preso il ritmo – racconta Culos – attraversando l’isola nella parte centrale evitando le coste. Poi il trasferimento in aereo in Sicilia e ancora cammino fino a Messina, con una deviazione verso l’Etna che ho scalato il giorno di Pasqua, godendomi una vista spettacolare sulle bocche fumanti del vulcano». A quel punto il momento più difficile dell’avventura: «Sono caduto – aggiunge il sangiovannese – e per alcuni giorni ho camminato stringendo i denti per il dolore. Ero sul punto di mollare ma ho resistito. Passato lo stretto ecco la Calabria e l’inizio degli Appennini, che ho percorso fino al col di Tenda in Piemonte: lì siamo già nelle Alpi marittime, ma visto che vi ero passato percorrendo la via Alpina ho voluto unire idealmente i miei percorsi».

In media Culos ha percorso 28 chilometri al giorno (con punte giornaliere di 40), mangiando e dormendo in posti poco abitati (in alcune locande non hanno neanche voluto che pagasse) e ancora dominati dalla natura. «In questo viaggio – conclude – percorrendo territori montani ho potuto vedere l’Italia che sta scomparendo: paesini spopolati o addirittura in vendita e comprati dagli stranieri. Ho ammirato una natura splendida. A volte la sentieristica mancava e così mi orientavo col gps, senza però mai avere la paura di perdermi, tranne una volta in Aspromonte sotto la pioggia. Ho potuto incontrare tantissime persone, che magari dopo una prima diffidenza mi hanno aperto la porta di casa, e anche conoscenti impegnati in altrettante fatiche, come il compaesano Enrico Gasparotto alle prese in Campania con il Giro d’Italia di ciclismo».

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